2 marzo 2021 - 20:38
 
 
 
 
Dizionario del cittadino - lettera D

 

D

 

Database (o Banca dati): è un archivio elettronico (informatico) nel quale sono contenute e organizzate diverse informazioni. Consente la ricerca e l’estrazione di informazioni in maniera efficace e univoca.

Esempi di banche dati in rete sono la Banca dati dei regolamenti comunali (http://www.ancicnc.it/regolamentiComunali/index.html), che permette di ricercare informazioni sui regolamenti ICI, entrate comunali, sanzioni amministrative, regolamenti di contabilità, etc., oppure la Banca dati di Giustizia amministrativa, (http://www.giustizia-amministrativa.it/ricerca2/index.asp), in cui il cittadino può ricercare le sentenze o le ordinanze emanate dai Tribunali amministrativi regionali e dal Consiglio di Stato (che sono giudici amministrativi).


Dato identificativo: secondo quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 196 del 30.06.2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), i dati identificativi sono i dati personali che permettono l’identificazione diretta dell’interessato. Ad esempio la data e il luogo di nascita.


Dato personale: secondo quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 196 del 30.06.2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), per dato personale si intende qualunque informazione sulle persone (fisiche o giuridiche), enti o associazioni, identificati o identificabili. Sono dati personali i dati identificativi e i dati sensibili.


Dato sensibile: secondo quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 196 del 30.06.2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), il dato sensibile è ogni informazione personale che può rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni di carattere religioso, politico o sindacale, lo stato di salute e le abitudini sessuali di un individuo.


Decadenza:

a) è la cessazione da una carica o da un incarico al presentarsi di determinate circostanze o dopo che sia trascorso un certo periodo di tempo;

b) è la preclusione dell’esercizio del diritto da parte del titolare, se lo stesso non lo esercita entro un certo limite di tempo. Ad esempio se chi deve ricevere un’eredità non dichiara, entro il termine stabilito dal giudice, la volontà di accettare o meno la stessa eredità, perde il diritto di accettarla;

c) è la decadenza delle proposte di legge e di regolamento, non ancora approvate, allo scadere della legislatura nella quale sono state presentate.


Decentramento amministrativo: è un principio contenuto nella Costituzione italiana. L’articolo 5, infatti, afferma che la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali. Deve essere, quindi, operato il più ampio decentramento amministrativo possibile, trasferendo determinati poteri, compiti e servizi da amministrazioni centrali ad amministrazioni periferiche. Tali funzioni possono essere attribuite dallo Stato alle regioni e agli enti locali, oppure dalle regioni agli enti locali (ad esempio province e comuni).

Questo principio è poi ribadito nell’articolo 114, comma 2, della Costituzione, secondo il quale i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Un altro importante articolo della Costituzione in materia di decentramento amministrativo, è l’articolo 118, secondo il quale le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni, tranne che nei casi in cui, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Ciò significa che, in linea generale, la Costituzione preferisce che sia il Comune, quindi il livello più vicino ai destinatari (ai cittadini), a svolgere funzioni amministrative, mentre lo Stato dovrebbe intervenire soltanto in ultima ratio (ossia come ultima possibilità).

Il decentramento amministrativo assicura che l’attività della Pubblica Amministrazione si svolga in modo imparziale.


Declaratoria: è la pronuncia, il provvedimento giurisdizionale (del giudice amministrativo: TAR o Consiglio di Stato) con carattere dichiarativo, in quanto dichiara la nullità di un provvedimento amministrativo. Si parla, infatti, di declaratoria di nullità, la cui disciplina è contenuta nell’articolo 31, comma 4, del Decreto Legislativo n. 104 del 2.07.2010, secondo il quale la domanda volta all’accertamento delle nullità previste dalla legge si propone entro il termine di decadenza di 180 giorni. La nullità dell’atto amministrativo può sempre essere opposta dalla parte resistente o essere rilevata d’ufficio dal giudice (cioè su sua iniziativa, indipendentemente dalla domanda dell’interessato).


Decorrenza: termine da cui comincia ad avere effetto un provvedimento, un diritto o un obbligo.


Decreto Legge: secondo quanto disposto dall’articolo 77 della Costituzione, è un provvedimento provvisorio, con forza di legge, adottato dal Governo (dal Consiglio dei Ministri) per fronteggiare situazioni di necessità e urgenza. È emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il giorno stesso della sua pubblicazione, il Governo deve presentare alle Camere un disegno di legge di conversione del decreto legge. Se il disegno di legge di conversione non è approvato dalle Camere entro 60 giorni dalla pubblicazione, il decreto legge decade.


Decreto Legislativo: è un decreto, disciplinato dall’articolo 76 della Costituzione, avente valore di legge ordinaria, che può cioè abrogare o derogare alle leggi e agli atti con forza di legge. È deliberato dal Governo su delega del Parlamento. La delega è conferita con legge ordinaria che indica al Governo il termine (di 1 anno) entro il quale il decreto legislativo deve essere emanato, nonché i principi, i criteri direttivi e l’oggetto definito che il decreto stesso deve rispettare.

Il Decreto Legislativo è emanato con Decreto del Presidente della Repubblica ed entra normalmente in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


Deduzione fiscale: è la sottrazione, dal reddito complessivo annuo lordo del cittadino, di alcune somme che egli ha speso, per determinare la base imponibile sulla quale calcolare l’imposta (l’Irpef). In questo modo il cittadino (contribuente) ha un’agevolazione dal punto di vista fiscale, poiché le tasse vengono calcolate su una somma più bassa. Ad esempio sono deducibili (cioè si possono sottrarre) dal reddito annuo lordo, i contributi che si pagano all’Inps o all’Inpdap per riscattare gli anni di durata del corso di studi per conseguire la laurea, l’assegno corrisposto al coniuge legalmente separato, le spese mediche e di assistenza dei portatori di handicap o i contributi per gli addetti ai servizi domestici.


Delegazione: è la legge di delegazione o legge delega (vedi significato di legge delega). Può anche significare trasmissione di un debito o di un credito mediante un ordine rivolto ad una persona di eseguire o ricevere una prestazione a favore o da parte di un altro soggetto; oppure gruppo di persone incaricate di esplicare in modo permanente o temporaneo funzioni di rappresentanza.


Deliberazione (delibera): è l’atto collegiale con cui la Giunta o il Consiglio comunale manifestano la propria decisione rispetto a una determinata materia. La deliberazione è il risultato di un procedimento amministrativo che richiede la convocazione e la seduta dell’assemblea (Giunta o Consiglio comunale), la presenza di un segretario che verbalizza la discussione e la votazione. Le deliberazioni vengono pubblicate nel sito ufficiale del Comune di Carbonia (www.comune.carbonia.ci.it), nella sezione Delibere.


Demanio: è l’insieme dei beni immobili che appartengono allo Stato o agli Enti territoriali della Pubblica Amministrazione (per esempio i fiumi, i laghi, le spiagge, le strade, le autostrade, le raccolte dei musei). Il demanio è destinato all’uso pubblico ed è inalienabile, non può cioè essere trasferito (venduto) ad altri.


Deroga: è un’eccezione rispetto ad una regola stabilita. Si parla di deroga quando si applica una norma speciale, al posto di quella generale, poiché la fattispecie (cioè il caso concreto) disciplinata dalla prima è più specifica di quella disciplinata dalla seconda. La legge, (o la norma) speciale deroga alla legge (o alla norma) generale, che non viene eliminata dall’ordinamento giuridico, ma vede semplicemente ridotto il suo ambito di applicazione. La deroga ha efficacia nei confronti di tutti i soggetti.


Determinazione (determina): è un atto amministrativo gestionale e monocratico adottato dal Dirigente o dal Responsabile di un servizio in posizione apicale (vertice). Con la determinazione di solito si impegna una somma, presente nei capitoli del Bilancio Comunale, per l’acquisto di un bene o servizio. Deve contenere l’intestazione, la motivazione dell’atto e il dispositivo, con cui si indica la somma impegnata e il relativo capitolo. Le determinazioni devono essere numerate, datate e firmate dal Segretario comunale o dal Dirigente del servizio che le adotta.


Detrazione fiscale: è la sottrazione dall’imposta (cioè dall’Irpef, che è l’imposta sul reddito delle persone fisiche) lorda di alcune somme che il cittadino ha speso, per stabilire quale sia l’imposta (l’Irpef) netta, che egli deve pagare allo Stato.
Alcune detrazioni sono stabilite in misura fissa (ad esempio le spese sanitarie possono essere detratte in misura del 19% dell’importo effettivamente speso), altre variano a seconda della situazione personale (per esempio in base al numero dei familiari a carico del contribuente, come i figli).


Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà: è regolamentata dall’articolo 47 del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000. È la dichiarazione, che sostituisce l’atto di notorietà, con la quale una persona attesta, agli uffici della Pubblica Amministrazione, di possedere determinati stati o qualità personali oppure attesta fatti, che conosce direttamente e che non possono essere da lui autocertificati (per esempio attesta di essere proprietario di un immobile).

Poiché l’atto di notorietà è l’atto pubblico con il quale una persona rende una dichiarazione davanti ad un funzionario pubblico o al notaio, in presenza di due testimoni, su uno o più fatti giuridici, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà serve a semplificare le procedure della Pubblica Amministrazione, cioè a renderle più semplici e veloci. L’interessato, infatti, deve soltanto firmare la dichiarazione sostitutiva e allegare una fotocopia del suo documento di identità.


Difensore Civico: è la figura che si occupa di vigilare e intervenire nei casi di cattivo funzionamento degli uffici pubblici, per assicurare il buon andamento, la tempestività, la correttezza e l’imparzialità dell’azione amministrativa. Interviene su richiesta dei cittadini, su iniziativa di associazioni oppure d’ufficio, ossia per indagine spontanea. Ad esempio, il cittadino che non riesce ad avere notizie sullo stato di una sua pratica presso un ufficio della Pubblica Amministrazione, può chiedere l’intervento del Difensore Civico che esaminerà la pratica insieme al funzionario responsabile e fisserà il termine massimo per la sua definizione, tenuto conto delle esigenze di servizio.


Diffida: è l’intimazione con la quale un soggetto invita un altro soggetto a non compiere una determinata azione, illegittima o indesiderata, con l’avvertimento che, se continuerà a compierla, proporrà un’azione legale contro di lui davanti all’autorità competente (giudice di pace, Tribunale o Corecom, quest’ultimo competente per le cause relative ai servizi delle telecomunicazioni).

La formula della diffida è di questo tipo: “Se continuate a fare questa cosa (ad esempio a tempestarmi di telefonate per vendermi prodotti), andrò da un giudice”.


Diffida ad adempiere: secondo quanto disposto dall’articolo 1454 del codice civile, è l’atto con il quale il contraente, adempiente o in procinto di adempiere, intima per iscritto all’altra parte inadempiente (ad esempio al venditore), di adempiere entro un certo termine (non inferiore a 15 giorni), con l’avvertimento che se non lo farà, il contratto si intenderà automaticamente risolto (cioè sciolto) per inadempimento, senza che ci sia bisogno di proporre un’azione legale davanti ad un giudice.

La formula della diffida ad adempiere è di questo tipo: “Se non adempirai entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente lettera, il contratto si intenderà senz’altro risolto ai sensi dell’articolo 1454 del codice civile”.

Si può verificare il caso in cui un cittadino rivolga una diffida nei confronti della Pubblica Amministrazione che non risponde ad una sua istanza (domanda). In questo caso il cittadino avverte l’Amministrazione che, in caso di mancata risposta, ricorrerà al giudice amministrativo. Oppure può verificarsi l’opposto quando è la Pubblica Amministrazione a diffidare un cittadino che, ad esempio, trasgredisce le prescrizioni sui limiti alle emissioni sonore (cioè trasgredisce i limiti di rumorosità che le sorgenti sonore devono rispettare per non disturbare le zone limitrofe (confinanti). In questo caso la Pubblica Amministrazione ordina al cittadino di adeguarsi ai limiti di tollerabilità previsti dalla normativa vigente, in modo da contenere i livelli sonori entro valori accettabili.


Difformi: diversi, discordanti dall’originale.


Diniego: rifiuto.


Direttiva comunitaria: è l’atto normativo dell’Unione europea, che il Parlamento europeo e il Consiglio europeo possono adottare per dettare agli Stati membri delle linee di principio in una determinata materia. Può rivolgersi anche soltanto ad uno o ad alcuni degli Stati membri e deve prevedere un termine entro il quale questi devono darvi attuazione, dettando la disciplina statale di dettaglio.

La direttiva non ha natura autoapplicativa, per cui, per produrre effetti giuridici nell’ordinamento nazionale interno, ha bisogno di essere attuata dagli Stati membri con l’emanazione, appunto, della normativa di dettaglio. Tuttavia, secondo quanto ritenuto dalla Corte di Giustizia europea, le direttive non attuate dagli Stati membri, li obbligano comunque a non emanare norme in contrasto con quanto disposto dalle direttive stesse. Inoltre, fanno sorgere sul giudice nazionale e sugli organi della Pubblica Amministrazione l’obbligo di interpretare il diritto statale in conformità dei principi desumibili dalle direttive stesse.


Dirigente: nella Pubblica Amministrazione è la persona, in possesso di un diploma di laurea, che ha l’incarico di dirigere un ufficio, un dipartimento o un servizio presso lo Stato o altro Ente pubblico, come il Comune.

La laurea è diventata il requisito essenziale per l’accesso alla dirigenza per concorso, nella Pubblica Amministrazione. Di recente è aumentata l’acquisizione, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, di competenze dirigenziali dal settore privato, e si sono ampliate le possibilità di accesso alla dirigenza dall’esterno con contratti a tempo determinato.

Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi (come ad esempio il rilascio di un’autorizzazione o di una concessione), compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno. In particolare, presiedono le commissioni di gara e di concorso e sono responsabili delle relative procedure; si occupano della stipula di contratti; spetta a loro la gestione finanziaria e l’organizzazione degli uffici del personale. Sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.


Diritto di accesso: secondo quanto disposto dall’articolo 22 della Legge n. 241 del 7.08.1990, è il diritto di tutti i soggetti privati (compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi), che hanno un interesse diretto, concreto e attuale, di vedere e fotocopiare, nei modi e nei limiti fissati dalla legge, quei documenti amministrativi, ai quali è collegata una situazione giuridicamente tutelata.

Ad esempio una persona, risultata non vincitrice di un concorso pubblico, ha il diritto di accesso ai documenti riguardanti la procedura concorsuale, conservati presso gli uffici della Pubblica Amministrazione, per capire per quale motivo sia stato escluso dall’elenco dei vincitori, per curare, quindi, o difendere i propri interessi giuridici.

L’accesso ai documenti amministrativi costituisce un principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione del cittadino e di assicurare che la Pubblica Amministrazione si comporti in modo imparziale e trasparente.

Il Regolamento che contiene la disciplina (cioè le norme da seguire) in materia di accesso ai documenti amministrativi è il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 184 del 12.04.2006. Sul sito del Comune di Carbonia (www.comune.carbonia.ci.it) è possibile leggere il Regolamento comunale sul diritto di accesso ai documenti.


Diritto di privacy: è il diritto di ogni persona, disciplinato dal Decreto Legislativo n. 196 del 2003 (detto Codice in materia di protezione dei dati personali), alla protezione dei dati personali che la riguardano. Infatti, tutti i soggetti che trattano dati personali, inclusi gli uffici della Pubblica Amministrazione, che per motivi di lavoro trattano i dati personali dei cittadini, devono farlo nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.

In base al principio di necessità, bisogna poi escludere il trattamento di dati personali quando le finalità perseguite dagli uffici possono essere realizzate mediante dati anonimi o modalità, che permettano di identificare l’interessato solo in caso di necessità. Più in generale, quando si parla di diritto di privacy, ci si riferisce alla protezione che l’ordinamento assicura a chi vuole mantenere privata una determinata sfera della sua vita, impedendo agli altri di venirne a conoscenza.


Diritto di proprietà: secondo quanto disposto dall’articolo 832 del codice civile, è il diritto di un soggetto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.


Discrezionale: che dipende dal criterio di giudizio personale. Il potere discrezionale della Pubblica Amministrazione consiste nella possibilità di scelta tra più comportamenti leciti per il soddisfacimento dell’interesse pubblico individuato dalla norma giuridica.


Discrezionalità tecnica: è un accertamento che la Pubblica Amministrazione compie, nell’ambito di un procedimento amministrativo, utilizzando conoscenze specialistiche relative a concetti opinabili (cioè soggetti ad un giudizio personale, non oggettivo).


Disegno di legge: è il documento che contiene il progetto di una nuova legge, già diviso in articoli. Normalmente è accompagnato da una relazione che ne illustra le motivazioni.


Disimpegnare: liberare qualcuno o qualcosa da un ostacolo, oppure adempiere ad un ufficio, esercitare una funzione. Può anche significare svincolare, come nel caso della determinazione amministrativa con cui è possibile disimpegnare una somma del Bilancio comunale precedentemente impegnata.


Disinfezione: è l’eliminazione dei germi patogeni in un determinato ambiente. Serve, in ambito ospedaliero, ad evitare che l'agente eziologico passi da paziente a paziente, da paziente a personale sanitario e da personale sanitario a paziente. La disinfezione può essere attuata in tre momenti distinti: - durante il decorso della malattia (disinfezione continua) - alla fine della malattia (disinfezione terminale o finale), per eliminare i microorganismi patogeni dall'ambiente nel quale ha soggiornato il malato, come nel caso della disinfezione estemporanea, che si attua ogni volta si sia verificato un caso di malattia infettiva in un ambiente aperto al pubblico (ad esempio scarlattina, meningite cerebro-spinale, poliomielite in scuole, dormitori, ecc.). Esiste anche la disinfezione periodica o straordinaria di ambienti in cui è presumibile la circolazione di microrganismi patogeni (per esempio caserme, centri di raccolta, ecc). La disinfezione può essere attuata con mezzi naturali, come ad esempio la luce solare, ed artificiali, come il calore, i raggi ultravioletti, l’alcol etilico e lo iodio.


Dispositivo: è la parte di un atto amministrativo, nella quale la Pubblica Amministrazione esprime la propria decisione (ad esempio quella di rilasciare una concessione edilizia), che deriva da quanto è stato esposto nel preambolo e nella motivazione. Si parla di dispositivo anche a proposito di una sentenza: in questo caso è la parte in cui il giudice enuncia le proprie decisioni (ad esempio di condanna o assoluzione, nel caso si tratti di un processo penale).


Domicilio: secondo quanto disposto dall’articolo 43 del codice civile, è il luogo in cui una persona ha stabilito la base principale dei suoi affari e interessi economici (per esempio il luogo in cui lavora, che può essere diverso dal luogo in cui ha la residenza, che è invece il luogo in cui una persona ha la dimora abituale, cioè nel quale abita di solito).


Domicilio fiscale: è il Comune presso la cui anagrafe le persone fisiche, residenti in Italia, risultano iscritte, cioè è il Comune presso il quale, chi risiede in Italia, ha la residenza. Questo secondo quanto disposto dall’articolo 58 del D.P.R. n. 600 del 29.09.1973, per l’applicazione delle imposte sui redditi che i cittadini (contribuenti) devono pagare. In base a quanto disposto dal successivo articolo 59 del citato D.P.R. n. 600/1973, in deroga a quanto disposto dall’articolo precedente, l’amministrazione finanziaria può stabilire il domicilio fiscale della persona fisica, nel Comune dove il soggetto svolge in modo continuativo la principale attività di lavoro.

L’amministrazione finanziaria può, inoltre, consentire al cittadino (contribuente), che presenti una motivata richiesta, di scegliere (di eleggere, nel linguaggio giuridico) il suo domicilio fiscale in un Comune diverso da quello in cui risiede.


Dominio: è la sequenza di caratteri alfabetici che individua l’indirizzo di una pagina web (ad esempio www.comune.carbonia.ci.it). A questa sequenza, più facile da ricordare, corrisponde una stringa numerica che associa l’indirizzo alla pagina della rete corrispondente.

Il dominio è diviso in due parti: il dominio di primo livello, che indica la nazione (.it” per l’Italia) o il settore di appartenenza del provider (.gov” per un provider che gestisce informazioni di carattere statale, .com” commerciale) e il dominio di secondo livello, cioè la parte centrale tra “www” e “.it”. Il sottodominio è, invece, un’ulteriore specifica dell’indirizzo. Non può esistere un dominio uguale a un altro.


Download: è l’operazione con la quale dei file di vario genere (audio, video, testo) vengono scaricati, cioè trasferiti da un sito web di internet sul disco rigido del proprio computer o su un’altra periferica. Per eseguire questa operazione è necessario essere connessi a internet. Spesso, i file che si vogliono scaricare vengono compressi, cioè se ne riducono le dimensioni, per ridurre il tempo di scaricamento. Una volta scaricato, per poter essere utilizzato, il file dovrà però essere decompresso.


Driver: è un programma informatico che permette a un computer di riconoscere e far funzionare correttamente dispositivi esterni ad esso collegati (come stampante, mouse, chiave usb). I driver sono anche un mezzo di diffusione dei sistemi operativi.


Dvd (digital versatile disk): è un supporto informatico di tipo ottico, per la memorizzazione di dati, in grado di contenere almeno 4,7 gigabyte. La sua capienza è di gran lunga superiore rispetto a quella di un cd. Possono essere di sola lettura (per esempio quelli che contengono un film) o di scrittura. I tre principali campi di applicazione del DVD sono: il DVD-Video, che contiene film, in sostituzione della videocassetta; il DVD-Audio, che sostituisce il CD Audio, grazie ad una maggiore fedeltà e capacità; il DVD-ROM, che sostituisce il CD-ROM.