22 settembre 2019 - 8:16
 
 
 
 
Dizionario del cittadino - lettera E

 

E

 

Ecocentro: è un centro autorizzato, che dà ai cittadini la possibilità di disfarsi gratuitamente e secondo giorni ed orari prestabiliti, di oggetti vecchi o in disuso, come rifiuti ingombranti o rifiuti che non possono essere consegnati attraverso la raccolta porta a porta. A Carbonia l’Ecocentro si trova in via Nazionale SS 126 (zona PIP). Il numero verde dell’Ecocentro è 800591387. È possibile portare i rifiuti all’Ecocentro tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18, oppure fissare un appuntamento per il ritiro presso la propria abitazione.


Edifici testimone: sono gli edifici originali privi di modifiche. Insieme ai monumenti civici rappresentano la memoria storica e l’identità culturale e urbana della città di Carbonia.


E-learning: è la formazione a distanza, cioè un’attività di apprendimento che sfrutta la rete internet. La persona che riceve le informazioni e quella che le fornisce non si trovano, infatti, nello stesso luogo. Si tratta normalmente di corsi di formazione registrati e trasmessi in video, materiale didattico trasmesso per posta elettronica o informazioni alle quali si ha accesso con un collegamento internet. Non è limitata alla formazione scolastica, essendo rivolta anche a studenti universitari, insegnanti o alla formazione aziendale di dipendenti che si trovano dislocati in sedi diverse.


E-mail: è ogni messaggio inviato e ricevuto per posta elettronica.


Emendamento: in ambito legislativo, è la proposta di modificare parte del testo di una proposta (o disegno) di legge, prima che essa venga approvata e divenga legge. Gli emendamenti possono essere respinti quando sono in contrasto con precedenti disposizioni o non riguardano la materia trattata. Secondo il Regolamento del Consiglio comunale di Carbonia, i Consiglieri possono presentare emendamenti sulle proposte di deliberazione presenti nell’ordine del giorno di ciascuna seduta del Consiglio comunale. Per il Regolamento gli emendamenti possono riguardare le correzioni di forma, le modificazioni, integrazioni e parziali sostituzioni del testo della proposta di deliberazione. Gli emendamenti sono presentati, in forma scritta, al Presidente del Consiglio comunale.


Emissioni sonore: sono i rumori prodotti dall’uso di sorgenti sonore disturbanti, come impianti tecnici degli edifici, infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali, agricole, parcheggi, depositi di merci, o aree adibite ad attività sportive e ricreative, che costituiscono la causa del potenziale inquinamento acustico.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14.11.1997 recante “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”, definisce i limiti di rumorosità che le sorgenti sonore devono rispettare per non disturbare le zone limitrofe (confinanti). Con ordinanza il Comune di Carbonia disciplina le emissioni sonore massime che possono essere prodotte, nel rispetto della legge, dai locali pubblici, ad esempio all’interno e all’esterno dei bar in occasione di feste, spettacoli e musica dal vivo.


Empowerment: è una parola che deriva dal verbo inglese “to empower”, che tradotto in italiano significa mettere qualcuno, in questo caso i cittadini, in grado di partecipare alla vita pubblica (letteralmente significa sentire di avere potere o sentire di essere in grado di fare qualcosa). Con l’applicazione dell’empowerment molti processi decisionali tendono quindi a concentrarsi nella base di un’organizzazione piuttosto che nei vertici. È infatti l’insieme delle azioni e delle politiche che hanno l’obiettivo di coinvolgere attivamente il cittadino nella vita pubblica, favorendo la sua partecipazione, la sua responsabilità e la sua crescita personale. Ne fanno parte sia metodi di formazione tradizionale, come corsi, sia iniziative che stimolano il dialogo con l’Amministrazione Pubblica (per esempio strumenti di e-democracy).


Ente locale: è l’Amministrazione Pubblica che esercita le sue funzioni in un territorio delimitato. Secondo quanto disposto dal Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Decreto Legislativo n. 267 del 18.08.2000), per enti locali si intendono i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni. Agli Enti locali è riconosciuta autonomia amministrativa nel governo del territorio di propria competenza.


Ente pubblico: è una persona giuridica, ossia un’organizzazione creata nel rispetto delle norme di diritto pubblico, che persegue i fini stabiliti dal proprio Statuto e che svolge una funzione di pubblico interesse, offrendo servizi alla collettività.

Ogni Ente pubblico gode di autonomia, cioè ha la capacità di emanare provvedimenti, impugnabili davanti al giudice amministrativo. Sono Enti pubblici ad esempio lo Stato, la Regione e gli Enti locali.


Entrata in vigore: è il momento in cui un atto normativo diventa efficace, ed è quindi obbligatorio per tutti i cittadini rispettarne i contenuti. Perché una legge entri in vigore è necessario che sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (se è una legge nazionale) o sul Bollettino Ufficiale della Regione (se è regionale) e che sia passato un certo periodo di tempo dalla pubblicazione. Questo periodo, che di solito è di 15 giorni, viene detto vacatio legis. La stessa legge può però stabilire un termine diverso (più breve o più lungo) per la sua entrata in vigore.


E-procurement: è l’insieme delle tecnologie, procedure, operazioni e modalità organizzative che, attraverso l’utilizzazione di internet e del mercato elettronico, permettono l’acquisto di beni e servizi on line. Gli strumenti fondamentali dell’e-procurement sono il portale “Acquisti in rete della P.A.”, le gare telematiche e il mercato elettronico. L’e-procurement è utilizzato non solo dal settore privato, ma anche dalla Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la trasparenza delle procedure d’acquisto della P.A., nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea.


Equipollenza: è la dichiarazione con la quale le autorità competenti (ad esempio le Università) riconoscono che un titolo di studio conseguito all’estero è equivalente ad un corrispondente titolo di studio conseguito nell’ordinamento italiano. Di conseguenza, i due titoli si equivalgono a tutti gli effetti giuridici (ad esempio ai fini dell’ammissione ad un concorso pubblico).


Erario: è il patrimonio finanziario dello Stato.


Esercenti: sono coloro che mantengono in esercizio un’attività commerciale, un negozio, un’impresa.


Esercizio: è il periodo di tempo, che di solito coincide con l'anno solare, al quale si fa riferimento per la redazione dei bilanci pubblici.


Esercizio pubblico: è un locale in cui si svolge un’attività imprenditoriale e in cui chiunque può liberamente entrare, per fruire (beneficiare) dei servizi erogati.

Esempi di esercizi pubblici sono, ad esempio, i bar o i ristoranti, che sono esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, gli alberghi che sono esercizi dell’attività ricettiva o le sale pubbliche in cui si svolgono giochi leciti, come il biliardo.

Per l’apertura di un esercizio pubblico è necessaria un’autorizzazione rilasciata dal Comune, ad eccezione degli “Internet point” (esercizi in cui vengono messi a disposizione del pubblico computer per le comunicazioni telematiche), la cui apertura è autorizzata dal questore.


Espletamento: compimento, completamento.


Esplicitare: esprimere chiaramente, rendere esplicito.


Espropriazione forzata: è il procedimento esecutivo diretto a togliere al debitore il possesso di determinati beni che fanno parte del suo patrimonio per convertirli in denaro, mediante vendita al pubblico incanto (asta), al fine di soddisfare il creditore. Secondo quanto disposto dall’articolo 491 del codice di procedura civile, l’espropriazione forzata inizia con il pignoramento, che è l’atto di ingiunzione con il quale il giudice dell’esecuzione ordina al debitore di non disporre del bene pignorato, ossia di non compiere su di esso alcun atto di disposizione (per cui il debitore non può ad esempio venderlo a terzi).


Espropriazione per pubblica utilità: è il procedimento, disciplinato dal D.P.R. n. 327 dell’8.06.2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), nell’ambito del quale la Pubblica Amministrazione emana un decreto di esproprio, ossia un provvedimento amministrativo con cui toglie a un privato la proprietà di un bene (come un terreno) per esigenze di pubblico interesse (ad esempio per destinarlo alla difesa militare, per interesse archeologico o per realizzare un’opera pubblica, come la costruzione di una strada). Secondo quanto disposto dall’articolo 8 del citato D.P.R. n. 327 del 2001, il decreto di esproprio può essere emanato se:

  1. l’opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente, e sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all’esproprio (il vincolo è apposto quando diventa efficace l’atto di approvazione del piano urbanistico generale, o una sua variante, che prevede la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità);

  2. vi sia una dichiarazione di pubblica utilità (che deve essere dichiarata, con un provvedimento, entro 5 anni decorrenti dal momento in cui è stato apposto il vincolo)

c) sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l’indennità di esproprio (cioè una somma di denaro che lo Stato o il Comune, che effettua l’esproprio, deve corrispondere al proprietario espropriato per compensare la perdita subita)

L’espropriazione del bene può essere totale o parziale e può avvenire anche se il privato non è d’accordo, ma solo nei casi previsti dalla legge, per il noto principio della legalità dell’azione amministrativa. Secondo quanto disposto dall’articolo 7 dello stesso D.P.R. n. 327 del 2001, il Comune può, infatti, espropriare:

  1. le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere provvisorio, a seguito dell’approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l’ordinata attuazione nelle zone di espansione

  2. l’immobile al quale va incorporata un’area inserita in un piano particolareggiato e non utilizzata, quando il suo proprietario non intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni, entro il termine di 60 giorni, decorrente dalla ricezione di un avviso del dirigente dell’ufficio per le espropriazioni

  3. gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per attuare il piano regolatore, nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio

  4. le aree inedificate e le costruzioni da trasformare secondo speciali prescrizioni, quando decorre inutilmente il termine, non inferiore a 90 giorni, fissato nell’atto determinativo della formazione del consorzio, notificato ai proprietari interessati.


Evincere: trarre come conclusione, come conseguenza logica, qualcosa.