22 settembre 2019 - 8:06
 
 
 
 
Dizionario del cittadino - lettera R

 

R

 

Rassegna stampa: è una selezione periodica di notizie e informazioni apparse nei media (giornali, radio, telegiornali, siti web, agenzie stampa) su un determinato argomento o un determinato soggetto. All’interno degli enti o delle aziende, viene svolta dall’ufficio stampa per monitorare la divulgazione delle informazioni relative all’immagine e alle attività degli stessi enti o aziende.


Ratifica: è l’atto amministrativo con cui la Pubblica Amministrazione sana un precedente atto illegittimo per vizio di incompetenza relativa, perché emanato da un’autorità che non aveva la competenza ad emanarlo.

La ratifica è anche l’atto con il quale si rende esecutivo un accordo già firmato o si confermano decisioni già assunte.


Ravvisare: ritenere che sussistano, ossia che siano presenti determinati elementi.


Redatto: scritto.


Redditività: in ambito aziendale, indica la percentuale di guadagno percepita dai soci che hanno investito nel capitale proprio dell'azienda il proprio denaro o i propri beni. L'indicatore della redditività del capitale proprio dei soci investito nell'azienda è dato dal ROE (return on equity = redditività del capitale proprio) che è il risultato del rapporto tra l'utile netto dell'esercizio e il capitale proprio. Questo indice deve essere confrontato con lo stesso indice riferito agli anni precedenti e con quello delle altre imprese dello stesso settore per poterne esprimere un giudizio in termini positivi o negativi. Se paragonato con forme alternative di investimento, occorre che sia almeno superiore a forme di investimento che abbiano un basso tasso di rischio come i BOT. La redditività deve essere superiore in quanto l'attività d'impresa, a differenza dei Bot, presenta un grado di rischio che non rende certo l'ottenimento della remunerazione (potrebbe verificarsi la possibilità che non vi siano utili, perché i costi potrebbero superare i ricavi).


Reddito imponibile: è la parte del reddito al netto delle ritenute previdenziali e assistenziali. È su questa quota che viene calcolata l’imposta da pagare (per esempio l’IRPEF).


Regione: ciascuno degli enti territoriali con autonomia statutaria, legislativa, amministrativa e finanziaria in cui è suddivisa la Repubblica italiana.
Le regioni
sono 20: 15 a statuto ordinario, 5 a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia). Le regioni a statuto speciale godono di particolari forme e condizioni di autonomia.

La fusione o la creazione di nuove Regioni può essere decisa soltanto con legge costituzionale, mentre lo spostamento da una regione all'altra di province e comuni che ne fanno richiesta avviene con legge ordinaria, che può essere discussa ed eventualmente approvata soltanto dopo che la maggioranza delle popolazioni interessate hanno manifestato il proprio consenso con un referendum.


Referendum: è uno strumento di esercizio della sovranità popolare (prevista dall’articolo 1 della Costituzione) e di democrazia diretta, in quanto permette agli elettori (cittadini iscritti nelle liste elettorali) di esprimere il proprio parere o la propria decisione su un tema specifico oggetto di discussione.

La Costituzione prevede vari tipi di referendum:

  1. quello abrogativo, per deliberare l’abrogazione totale o parziale di una legge ordinaria o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedono 500.000 elettori o 5 Consigli regionali (è previsto dall’articolo 75 della Costituzione);

  2. quello confermativo, per richiedere il consenso del popolo affinché una legge di revisione costituzionale (che modifica, cioè, una norma preesistente della Costituzione) possa entrare in vigore (è previsto dall’articolo 138 della Costituzione);

  3. quello riguardante la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni (previsto dall’articolo 132, comma 1, della Costituzione) o quello riguardante il passaggio di Province e Comuni da una Regione ad un’altra (previsto dall’articolo 132, comma 2, della Costituzione);

  4. quello regionale, previsto dall’articolo 123 della Costituzione, in base al quale lo statuto della Regione regola l’esercizio del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione.

Secondo quanto disposto dall’articolo 75, comma 4, della Costituzione, la proposta che è oggetto del referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto (dei cittadini che hanno diritto a partecipare), e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.


Regolamento: è un atto normativo emanato dallo Stato (si tratta dei regolamenti statali disciplinati dall’articolo 17 della Legge n. 400 del 1988), dalle regioni (sono i regolamenti regionali), dai comuni, dalle province, dalle organizzazioni internazionali e da enti privati, per disciplinare determinate materie o il proprio funzionamento.

I Regolamenti Comunali sono approvati dal Consiglio comunale, tranne quello sull’ordinamento degli uffici e dei servizi che deve essere approvato dalla Giunta comunale.

I regolamenti statali possono essere ministeriali, interministeriali e governativi.

Quelli governativi sono approvati dal Consiglio dei Ministri, dopo aver chiesto il preventivo parere al Consiglio di Stato, e sono emanati, secondo quanto previsto dall’art. 87, comma 5, della Costituzione, con un decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.). Poi sono vistati e registrati dalla Corte dei Conti, che ne controlla la legittimità e, infine, sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Ci sono vari tipi di regolamenti governativi, tra i quali:

  1. i regolamenti di stretta esecuzione che, nelle materie coperte da riserva assoluta di legge (cioè nelle materie la cui disciplina è interamente riservata alla legge o agli atti aventi forza di legge), dettano norme specifiche per la corretta applicazione delle leggi;

  2. i regolamenti di attuazione ed integrazione, che nelle materie coperte da riserva relativa di legge (cioè nelle materie la cui disciplina generale è prevista dalla legge o dagli atti aventi forza di legge) dettano la disciplina di dettaglio;

  3. i regolamenti di delegificazione (o autorizzati), adottati dal Governo sulla base di un’apposita legge che prevede che, dal momento in cui questi regolamenti entreranno in vigore, sarà abrogata la vecchia legge che disciplinava quella determinata materia;

  4. i regolamenti di organizzazione che disciplinano l’organizzazione interna degli uffici della Pubblica Amministrazione.


Rendiconto (o bilancio consuntivo): è il documento contabile nel quale una società (o un ente) riassume tutti i flussi di cassa che si sono realizzati nell'anno (esercizio) finanziario. Permette di verificare come è stato gestito l'esercizio finanziario, in quanto fornisce informazioni sulle modalità di reperimento delle risorse finanziarie e sull’utilizzo (impiego) delle stesse.


Rendita catastale: è il valore che il catasto attribuisce a un immobile in base alla sua capacità di generare reddito da affitto. Nel calcolo della rendita catastale si considerano diversi parametri, come la grandezza dell’immobile e la zona nella quale esso si trova. Moltiplicando la rendita catastale per un dato coefficiente di rivalutazione, si ottiene il valore catastale, che è la base imponibile sulla quale si calcolano le imposte da pagare.


Residenza: secondo quanto stabilito dall’articolo 43, comma 2, del codice civile, è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale, cioè il luogo in cui abita di solito, in maniera stabile. La residenza può essere riferita ad un solo luogo. L’iscrizione nei registri anagrafici del Comune di residenza permette al cittadino di beneficiare del diritto di voto. Inoltre, l’abitazione del luogo di residenza viene dichiarata come prima casa.


Responsabile del procedimento: questa figura è disciplinata dagli articoli 4, 5 e 6 della Legge n. 241 del 1990 che, per il principio di trasparenza dell’attività amministrativa, obbliga le Pubbliche Amministrazioni a individuare al proprio interno il dipendente al quale attribuire la responsabilità di un determinato procedimento amministrativo e il cui nominativo deve essere comunicato a tutte le parti interessate. I suoi compiti principali sono: valutare se esistono le condizioni di ammissibilità e i presupposti per l’emanazione di provvedimento; accertare i fatti e curare l’istruttoria (chiedendo per esempio accertamenti tecnici oppure ordinando l’esibizione di documenti), per raccogliere tutte le informazioni necessarie per l’adozione dell’atto; indire le conferenze di servizi (o proporre l’indizione se non ne ha la competenza); curare le comunicazioni alle parti interessate, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti.

Se ne ha la competenza, il responsabile del procedimento adotta il provvedimento amministrativo finale, altrimenti, se non ce l’ha, trasmette gli atti all’organo competente per l’adozione, che non può però discostarsi dalle risultanze dell’istruttoria precedentemente condotta. Può discostarsene soltanto se indica nel provvedimento finale la motivazione per cui ha deciso in modo diverso.

Il responsabile del procedimento deve quindi controllare l’esatta scansione dei momenti del procedimento, per cui risponde delle conseguenze derivanti da eventuali ritardi o omissioni.


Rete civica: è un sistema informativo telematico basato sulla cooperazione e l’erogazione di servizi. Le reti civiche favoriscono lo scambio di informazioni e la comunicazione nell’ambito di una comunità locale.


Retroattività: è la capacità di un atto, generalmente normativo, ad esempio di una legge, di produrre effetti anche nel periodo di tempo precedente a quello della sua emanazione o della sua entrata in vigore. La legge penale, invece, non è retroattiva, ossia nessun cittadino può essere condannato per azioni che non erano considerate reato nel momento in cui sono state compiute.


Rettifiche: correzioni.


Revoca: è l’atto amministrativo con cui, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, nel caso di mutamento della situazione di fatto o di una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, la Pubblica Amministrazione elimina un suo atto precedente viziato nel merito, ossia divenuto inopportuno rispetto alla tutela dell’interesse pubblico che esso deve perseguire, o valutato come inopportuno a seguito di una successiva valutazione dei vari interessi coinvolti.

La revoca non ha efficacia retroattiva, ossia non produce effetti per il passato, per cui gli effetti già prodotti dall’atto revocato rimangono validi fino al momento in cui è intervenuta la revoca.

È emanato dalla stessa autorità amministrativa che ha emesso l’atto da revocare o da un organo della Pubblica Amministrazione che si trova in posizione di superiorità gerarchica.


Rimozione: è l’eliminazione di qualcosa che è stato fatto in violazione di legge o di disposizioni normative, come, ad esempio, l’eliminazione dei manifesti affissi in violazione delle disposizioni vigenti, oppure lo spostamento di un ostacolo come, ad esempio, la rimozione di un’autovettura lasciata in divieto di sosta o la rimozione degli ingombri che si possono formare sulla superficie di un fondo o in un fosso, rivo, o altro alveo, a causa di materiali impigliati. Secondo quando disposto, infatti, dall’articolo 916 del codice civile, gli ingombri vanno rimossi per evitare che le acque danneggino o minaccino di danneggiare i fondi vicini.

Rimozione può anche significare sospensione, destituzione di una persona da un ufficio, da una carica.

 

Risorse umane: è l’ufficio di un’azienda privata o della Pubblica Amministrazione (dove spesso è chiamato Ufficio del Personale), che si occupa dell’amministrazione del personale che vi lavora.

I principali compiti di questo ufficio sono, ad esempio, per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, gli adempimenti legati ai concorsi pubblici e ai concorsi interni, la predisposizione di tutti gli atti relativi al collocamento in aspettativa per malattia, la cura e l’aggiornamento del fascicolo personale di ogni dipendente, il controllo giornaliero delle presenze del personale, il coordinamento di attività di formazione per l’aggiornamento del personale, il pagamento degli stipendi e la gestione previdenziale e assistenziale.

Il cambiamento della normativa, intervenuta a partire dal 1993 in materia di gestione delle risorse umane, ha interessato i temi della privatizzazione del rapporto d’impiego, del decentramento e della managerializzazione, della dirigenza, della valutazione, della formazione e della mobilità.

La formazione, nella gestione delle risorse umane, riguarda lo sviluppo professionale e i processi di apprendimento, le conoscenze specialistiche e le componenti trasversali. Interviene, inoltre, sull’analisi dei bisogni di formazione, sul miglioramento continuo delle conoscenze e mira al miglioramento dei processi di apprendimento.


Ritenuta d’acconto: è una trattenuta sulla retribuzione, cioè sul compenso o stipendio percepiti dal dipendente privato o pubblico. In particolare, è la parte del compenso o dello stipendio che i sostituti d’imposta (l’impresa o la Pubblica Amministrazione) trattengono, cioè non pagano a chi ha svolto il lavoro, ma versano direttamente allo Stato come imposta dovuta dal lavoratore.


Rogito: secondo quanto stabilito dall’articolo 1350 del codice civile, è l’atto pubblico, redatto obbligatoriamente da un notaio in forma scritta, con il quale la proprietà dell’immobile passa dal venditore al compratore. Per legge, la scelta del notaio è affidata a chi compra. In presenza del notaio, le parti (il venditore e il compratore) firmano l’atto di compravendita, l’acquirente paga il venditore e riceve da lui le chiavi dell’immobile.